Renzi, tra politica e bar dello Sport

 

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«L’Italia è divisa tra chi sta alla finestra a guardare e chi sta nell’arena e se vede una cosa che non va la cambia. Questa è la differenza tra la politica e il bar dello Sport» ha ironizzato il premier (ovviamente, viste le battute del signor Renzi, bisognerebbe capire meglio chi frequenta il bar dello sport:…). Poi chiarisce «Non credo sia il momento di utilizzare le difficoltà dei nostri sindaci per sparare addosso a qualcuno. Quando un Comune come Roma è in difficoltà compito del Governo non è fare ironia ma dare una mano. Prima dei partiti c’è l’Italia».

In precedenza Renzi aveva parlato anche di Ue all’ indomani della convocazione del vertice Merkel-Hollande-Juncker mercoledì a Berlino, con l’ esclusione invece dell’ Italia. «Se pensano di intimorire me, hanno sbagliato persona e se pensano di intimorire l´Italia non sanno cosa sia l’ Italia», rimarcando che le regole sul surplus devono rispettarle tutti, anche Berlino, perché “è finita l’epoca degli egoismi”. E che l’Italia non accetta un disegno europeo al ribasso, con la Ue come solo un luogo di burocrazia».

Sul fronte referendum Renzi inizia lanciando una stoccata a Massimo D’Alema «Io ho grande rispetto per D’Alema: quando può dare una mano non la fa mancare mettendosi dalla parte sbagliata». «Questa è un’occasione che non ricapita. Su questo l’Italia si gioca 20 anni di futuro e di speranza. Io farò il globe trotter in giro per l’Italia. Prenderò qualche fischio? C’è chi fischia e chi rischia. Io sono tra coloro che rischiano…». Se vince il “No” al referendum costituzionale «torniamo a chi vuole il potere di veto piuttosto che di voto, a chi vuole un’altra Bicamerale magari con Brunetta e Grillo perché l’alternativa al “Sì” è quella dei Salvini e di Grillo, non la rivoluzione proletaria».

Renzi, tra politica e bar dello Sportultima modifica: 2016-09-24T17:19:55+02:00da diegoromero
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